Conosciamo Tatiana – Trascrizione

Qui trovate la trascrizione della registrazione “Conosciamo Tatiana”, pubblicata qualche giorno fa. Accanto ad ogni intervento, troverete anche il minuto della registrazione da cui parte. Buona lettura!

 

0:00 [Giorgio]

Ben ritrovati.

Io sono Giorgio e sono l’organizzatore delle Costellazioni Familiari Relazionali a Conegliano e sono qui per raccontarvi della terza registrazione. Durante questa registrazione è saltato fuori qualcosa di molto interessante. L’idea originaria era quella di intervistare direttamente Mauro e Tatiana sulle loro esperienze personali e di proporre una registrazione congiunta dei nostri due costellatori. Nella pratica però poi ci siamo resi conto che c’era tanto materiale e quindi abbiamo pensato di organizzare la registrazione in due diverse situazioni. La prima dedicandola interamente a Tatiana, dedicandoci alle sue esperienze, a quello che lei ha vissuto. La seconda invece completamente dedicata a Mauro.

Come vedrete sono due registrazioni che sono diverse, proprio per il tipo di esperienza e questo secondo me rende ancora più ricco quello che è il nostro messaggio, quello che vogliamo raccontare.

Questa terza registrazione arriva dopo altre due: la prima molto generale sulle costellazioni familiari e la seconda dedicata al cliente. Prima di passare direttamente a spiegare altri pezzi delle costellazioni abbiamo pensato di raccontare la parte personale.

Secondo me questa parte è molto importante perché aiuta ancora di più a conoscere i costellatori e a capire il loro percorso e li rende, se volete, delle figure più umane, più vicine a quello che è il sentire di tutti noi.

Parliamo quindi direttamente con Tatiana e le chiediamo direttamente di raccontarci un pochino di lei, di raccontarci quella che è stata la sua prima volta, ma anche quello che è stato il suo percorso nelle Costellazioni Familiari così da poter capire meglio Tatiana.

2:02 [Tatiana]

La mia avventura è iniziata nel 2012. Non sapevo assolutamente nulla di questo tipo di metodo. In quel periodo ero seguita da una terapeuta perché c’è stato un momento molto difficile. Io sono separata, ero in totale contrasto con il mio ex marito, ed in mezzo, avendo una figlia, purtroppo ci andava sempre lei. Quindi i suoi malesseri, la discordanza che avevamo io ed il mio ex marito, è stato un momento molto difficile e particolare.

Quindi appunto ero seguita da questa terapeuta che mi ha suggerito di approcciare a questo metodo dicendomi di andare ad Assisi. Quindi io raggiungo Assisi; non sapevo niente di tutto ciò, non sapevo come funzionavano, non sapevo quello che sarebbe successo, non ne avevo proprio la più pallida idea. Ero partita anche un po’, non diffidente, però potete capire che il primo impatto non è stato granché: ero stata buttata nel vuoto.

Laggiù inizio, passo anch’io da cliente e porto la mia problematica. Parlando prima un po’ con le due persone che facevano da conduttori e quindi le mie tematiche erano in primis anche quello che era la mia malattia: raccontando la mia storia, in primo luogo, in primissima cosa, è saltata fuori quello che è la mia malattia. Quindi passando da cliente la persona laggiù decide di scegliere tra i rappresentanti che c’erano giù una persona che rappresentasse la mia malattia. Quindi io ho cominciato da lì.

Mi scuso, non ho detto qual è la mia malattia: io ho la sclerosi multipla.

Questo è il mio percorso iniziale. Sono partita proprio da lì. La mia sessione è stata difficile, dura. Il capire quello che voleva la mia malattia da me, il capire quello che io volevo effettivamente dalla mia malattia… è stato un weekend molto tosto.

Successivamente ne ho fatte molte altre in merito. Il lasciare andare comunque anche quello che era un legame molto forte, molto stretto che avevo comunque con mia mamma perché anch’essa aveva la stessa malattia ed è deceduta quando io ero molto piccola. Quindi tutti i sensi di abbandono, l’affetto e l’amore di una mamma che non ho avuto… Non so se potete andare ad immaginare una cosa di questo genere, però per me logicamente è stata sofferta.

Nel corso degli anni e comunque col tempo ne ho fatte ancora, di costellazioni familiari. Pensavo l’impatto nel vedere come funzionavano, comunque per me è stato un po’ strano perché vedere queste persone che si muovono, come si comportano, quello che provano, era veramente un po’ strano, proprio da teatro. Però strada facendo ho imparato a conoscerle, ho imparato anch’io non solo a far da cliente ma sono chiamata spesso anche a far da rappresentate e vedere e toccare con mano e sentire con il mio corpo le sensazioni che arrivavano così, si può dire dal nulla… L’impatto è quello: sembra che arrivino tutte dal nulla, ma non è così…

Questo mi ha portato comunque nel corso degli anni a sviluppare una consapevolezza diversa, a fare un lavoro su di me importante, fino ad arrivare ad oggi che con il senno di poi, io ripeto e spero che questo arrivi chiaro, non si guarisce del tutto da una malattia così che reputo comunque importante. Io sono ancora ad oggi tutt’ora malata. Ma la mia malattia è regredita. Regredita perché comunque sia so che questo tipo di lavoro ha fatto per me molto bene: mi ha dato una consapevolezza e una visione della vita del tutto diversa e questo mi ha sostanzialmente cambiata. Sono cambiata io e ho cambiato approccio verso tutto il mio sistema familiare, verso le amicizie, piuttosto che sul lavoro… Sono stati passaggi importanti.

Che altro dire… Un grande consiglio: provateci. Provateci perché per me questa esperienza è stata davvero straordinaria ed è per questo che piano piano me ne sono innamorata di questo metodo e sono contenta di poter esprimere questa mia felicità e buttare anche a voi la mia esperienza. Io mi auguro che vi arrivi forte e che vi permetta di lasciare le vostre paure e di provarci. Almeno provateci.

7:49 [Giorgio]

Ti ringrazio per la risposta perché è stata veramente forte. Anche perché parlare di temi così personali come può essere una malattia come la sclerosi, può essere veramente forte e anche soltanto raccontare quello che è successo a livello emotivo può portare alla luce varie emozioni. Quindi sicuramente la domanda successiva che avevo preparato era “Qual è stato l’impatto più importante e quale più sorprendente?”, forse quindi quello più importante ne hai già parlato e ci resta da raccontare magari quello più sorprendente, o forse no, ce lo dirai tu.

 

8:26 [Tatiana]

L’unica cosa ecco che io non ho probabilmente fatto chiaro con la risposta di prima è che vedere che la scelta del rappresentante è stata forte perché le due persone che dirigevano la costellazioni hanno chiamato fuori una persona che rappresentasse proprio la malattia. Ecco perché si può fare qualsiasi cosa, lavorare su qualsiasi cosa.

E vedere il comportamento… questo è stato per me uno shock molto forte. Perché vedere il comportamento della malattia stessa, di come si comportava, di come si piegava, di come si è buttata a terra… è stata una cosa… l’impatto fortissimo. E il vedere poi, comunque mettendomi a confronto poi con una persona che rappresentasse me, vedere la non reazione che avevo su questa malattia, il non sentirla mia… è una sensazione che non ti so neanche descrivere, sinceramente, perché è stata veramente una cosa molto forte.

Questo è quello che mi ha impressionato di più: vedere come reagiva la mia malattia. Questo sì, vederla così in mezzo alla stanza, vedere il comportamento della mia malattia. Questo è stato l’impatto molto forte.

Con l’andare degli anni comunque ho notato che… ho faticato è, ho faticato tantissimo ad innamorarmi della malattia… che sembra una cosa banale, ma sono riuscita a volerle bene perché era mia e se volevo bene a lei, era come voler bene a me stessa. E questo, con l’andare del tempo, lavorandoci su, sono riuscita ad arrivare ad un punto che… poi le cadute ci stanno sempre… però questa è stata la cosa sorprendente per me: riuscire a voler bene ad una malattia che ben tutti sappiamo che quando una persona ha una malattia, l’impatto non è di innamoramento verso la malattia, anzi è tutto l’opposto. E invece riuscire ad amare quello che è mio ha scatenato un rapporto molto più bello verso la malattia e naturalmente anche la mia malattia, con il tempo, piano piano, si è un po’ allontanata da me e ad oggi è anche regredita.

11:13 [Giorgio]

Grazie. Di nuovo ribadisco quello che dicevo prima. Sia molto forte, il parlare di una malattia personale, di qualcosa che avviene a livello personale profondo, ma è anche tanto di ispirazione perché chiaramente se ci sei riuscita tu, comunque dai uno spiraglio a tante altre persone in situazioni diverse, che possono riuscire a, come dici tu non sempre con facilità, a fare questa tipologia di percorso.

Ti chiedo quindi, l’ultima domanda, semplicemente, se è stato questo a scatenare il tuo desiderio di diventare conduttore/costellatore e quindi a fare tutto il percorso di più di due anni di training, oppure se c’è anche qualcos’altro e cosa ti ha portato a fare il passo successivo.

12:05 [Tatiana]

Questo sicuramente, il mio cammino, è servito tanto. Questo sicuramente mi ha portato ad essere più curiosa in merito a questo metodo e quindi ho accettato ben volentieri di approfondire con i libri in merito. Il primo impatto comunque è stato che nella lettura per me diventava in primis un percorso mio personale interiore e poi con il tempo questa cosa mi ha proprio intrigato, se si può dire, mi ha entusiasmato, ho visto che funzionano, ho visto anche tastando con le mie mani, parlando con la gente, vedo che se una persona ci crede, funzionano. Quindi questa cosa mi ha dato ancora più la spinta per continuare.

E adesso il voler fare il salto ancora più alto, ho visto a maggior ragione che le persone con il nostro metodo sono rimaste sempre entusiaste. Da qui voglio approfondire ancora di più, grazie anche a Giorgio che ci da l’opportunità di farci conoscere ancora di più e spero che questa raccolta vi possa servire ed entusiasmare come ha entusiasmato me in merito a questo metodo.

13:35 [Giorgio]

Ringrazio tantissimo Tatiana per questo intervento, per quello che ci ha raccontato. Non è facile raccontarci di una parte così profonda ed è pure molto emozionante. Io spero davvero tanto che l’emozione che c’è stata nel raccontarlo sia passata attraverso l’audio, attraverso le cuffie. Spero davvero che possiate cogliere l’importanza che ha questo metodo anche per situazioni come quelle di Tatiana che potrebbero sembrare non proprio semplici.

Sapete che questa terza registrazione è stata divisa in due e quindi la prossima sarà interamente dedicata a Mauro. Aspetteremo come sempre una settimana, ma aspetteremo secondo me questa volta con un po’ più di desiderio, perché visto che il racconto personale di Tatiana è stato così intenso, ci aspettiamo magari che anche quello di Mauro lo sia e spero che non ne siate delusi.

Io sono, di nuovo, Giorgio e vi ringrazio ancora per l’ascolto.

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